Il Presepe Nel Campo Del Modellismo

Anche quest’anno il Natale è alle porte e fiumi della nostra Colle21, e dei nostri altri materiali per diorami e presepi, sono stati utilizzati da tantissimi clienti in Italia e nel mondo, per decorare e rendere più solide le creazioni dei loro presepi.
Tantissime sono state le richieste al nostro negozio e così mi sono incuriosito… sono anni che sento parlare di quanto gli italiani abbiano storicamente un bagaglio di tradizione “presepistica” che porta loro una più che naturale
predisposizione al diorama ed alla capacità di ricreare “scenari in scala” e di sfruttare a pineo i vari tipi di materiali per diorami e presepi.
 
Ho voluto quindi constatare su cosa fosse fondata questa affermazione, e per farlo, il migliore procedimento ho ritenuto fosse indubbiamente quello di risalire alle origini di questa usanza natalizia: Il Presepe o Presepio.
 
Fin dal Tardo Medioevo si hanno notizie dei primi esempi di rappresentazione della Natività. Il soggetto protagonista di questa forma, che potremmo inizialmente definire scultorea, è appunto la nascita di Gesù Cristo.
Ci sono due tipologie principali di presepe: quello vivente e quello in scala.
É precisamente di questo secondo tipo che tratteremo in questo articolo, sebbene sia comunque doveroso
precisare che le primissime forme di rappresentazione dell’Avvento furono pittoriche ed attribuite già dal terzo secolo d.C. 
Nella tradizione bizantina si può chiaramente ritrovare la consuetudine di ritrarre Maria e Gesù bambino all’interno di una grotta, mentre invece il primo esempio di rappresentazione tridimensionale ha come autore riconosciuto Arnolfo Di Cambio, nella basilica di Santa Maria Maggiore a Roma.
Il nome presepe deriva dal latino praesaepe e significa greppia, mangiatoia, ma indica anche il recinto dove veniva custodito il bestiame.
Sebbene storicamente la prima rappresentazione del presepe venga attribuita a San Francesco d’Assisi, difatto egli ne celebrò una cerimonia di canti e preghiere. Solo successivamente si canonicizzò la presenza di Maria, Giuseppe e del bambin Gesù, in forma di figure in scala disposte in un’ambientazione.
 
Le scene già dal 1400 raffiguravano solitamente una stalla (o una grotta) con bue, asinello e la famiglia cinta attorno alla mangiatoia, mentre all’esterno venivano poste varie genti che si radunavano in ambientazione notturna, guidate dalla stella cometa.
In quel periodo l’usanza di riprodurre quella scena così importante per la religione Cristiana prese piede nelle chiese e divenne un’immancabile appuntamento che coinvolgeva non solo gli artisti, ma anche il resto della popolazione.
Si diffuse progressivamente nelle varie regioni e regni sul territorio della futura Italia. Soprattutto al centro e sud, si svilupparono presto delle vere e proprie “varianti tradizionali”, riconoscibili dal tipo di materiali utilizzati.
Da queste differenziazioni, e dalla sua diffusione, comincio a vedere delle vere e proprie analogie con il modellismo, ovviamente estraniato dall’ambito religioso.
Ad esempio, si iniziano ad utilizzare legno, argilla, e paste scultoree per ricreare i personaggi (non solo i principali ed immancabili protagonisti della Natività, ma vere e proprie figure retoriche come l’osservatore della stella, il pastore ecc… riconoscibili in ognuna delle “scuole di presepistica”, sebbene con nomi più o meno diversi), nonché materiali preziosi come l’avorio e la madreperla.
Inoltre dal 1600 la tradizione di imbastire il presepe nelle case dei nobili divenne ben diffusa e stabile, essendo anche suggerita dal Papa che ne riconosceva l’efficace capacità di avvicinare alla fede il sentire popolare.
Fu però il secolo successivo a vedere lo sviluppo delle tradizioni presepistiche regionali, come il “Presepe Napoletano”, il “Presepe Genovese” e il Presepe Bolognese”.
Da Roma si diffuse anche in Umbria e nelle Marche la pratica dei pupazzari, che riproducevano statuette in serie per adornare il presepe… anche
questa indubbiamente una similitudine con l’odierna “dioramistica”.
Ma la somiglianza che maggiormente mi affascina e stupisce è la moda che divenne imperante nel diciottesimo secolo a Napoli, dove le famiglie nobili generarono una vera e propria “competizione” per decretare quale fosse il più bel presepe.
A tale scopo nelle case nobiliari vennero riservate intere stanze per lo sviluppo della riproduzione della nascita di Gesù.
Nello stesso secolo, a Bologna, venne istituita la Fiera di Santa Lucia, dove appunto si potevano acquistare statuette prodotte dagli artigiani locali. La Fiera ancora oggi è tradizione della città.
Con l’industrializzazione di fine ‘800 e lungo tutto il ‘900 la tradizione del presepe è definitivamente entrata a far parte delle “decorazioni” natalizie di tutte le case italiane.
La diffusione nel resto del mondo è così inevitabile e continua, soprattutto in conseguenza delle influenze latine suddivise in due macro aree (Europa e resto del mondo). Cambiano in minima parte le forme e più concretamente i materiali, ma la scena riprodotta è sempre la nascita di Gesù, protagonista di letture ed interpretazioni che spaziano dalle più realistiche alle più concettuali e minimaliste.
Che sia vero o meno che l’usanza del presepe abbia una correlazione con le capacità dioramistiche e modellistiche degli italiani, dopo aver percorso la storia di questa tradizione a noi si è risvegliata l’atmosfera natalizia.
Auguro quindi Buon Natale agli uomini ed alle donne di buona volontà, e ad ognuno di voi lascio un Bella Zeon tutto speciale, col quale spronare a non sottovalutare il presepe come forma di espressione anche modellistica, personale ed artistica.
Se anche a voi si è riaccesa la voglia di fare un presepe vi lascio il link dove fornirvi tutti i materiali per diorami e presepi a
nostra disposizione per rendervi questa esperienza più facile e divertente possibile:
 
Da Marco Mirage per questo articolo di Colle21 è tutto, a presto per altri approfondimenti.^^
 
 
 

Autore:Marco Mirage Colloid

Appassionato collezionista fin da quando ricordo, tra le maggiori collezioni sicuramente è da menzionare quella dei Myth Cloth.
Successivamente mi sono avvicinato al mondo Gunpla fino a diventare Admin e vicepresidente della community Gundam Dipendente. Sono inoltre responsabile dello sviluppo e della gestione dei gruppi workstation di Gundam Dipendente, denominati GD Side, per l’Italia.

Nel 2018 insieme a Teachan ho creato il mio progetto più importante: Gunpla Chronic, una crew di potenziamento e diffusione contenuti che spaziano dai work in progress ai tutorials, dai laboratori con gruppi di tutte le età fino ad occuparsi di news ed interviste.

Il mio obiettivo è semplice: far appassionare più persone possibile a questi irresistibili model kit, al modellismo e all’universo Gundam.
Il mio motto è: Bella Zeon!

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