Category Archives

33 Articles

MERRY CHRISTMAS 2018 by Colle21

by casudanilo
MERRY CHRISTMAS 2018 by Colle21
Colle21

Colle21

Storicamente non è accertato che Gesù il Cristo sia nato effettivamente il 25 dicembre. Nei Vangeli di Matteo e di Luca, che forniscono una descrizione di alcuni momenti legati alla Natività, non è citato né il giorno, né il mese, e neppure l’anno della venuta del Figlio di Dio, anche se sappiamo che Gesù nacque quando regnava l’imperatore Cesare Augusto.
La festa del Natale cristiano, ovvero del dies natalis Christi, sembra sia stata istituita, nella data del 25 dicembre, da Papa Giulio I solo nel 337.
Il primo riferimento al 25 dicembre si trova in uno scritto di Sant’Ippolito del 235 circa, il Commentario su Daniele: «La prima venuta di nostro Signore, quella nella carne, nel quale egli nacque a Betlemme, ebbe luogo otto giorni prima delle calende di gennaio, di mercoledì, nel quarantaduesimo anno di regno di Augusto» (IV, 23, 3).
Un’altro documento, la Depositio episcoporum (elenco liturgico contenuto nel Cronografo, il più antico calendario della Chiesa di Roma), attesta che tale celebrazione era già presente nel 336, anche se sembra che inizialmente la festività fosse celebrata solo nella Basilica di San Pietro.
Altri documenti ecclesiastici rinviano al 354, sotto il pontificato di Liberio, la prima apparizione del Natale in Occidente (come si attesta ancora nello stesso Cronografo). Nel 461 la scelta sarà ufficializzata da Papa Leone Magno.

Clicca sulla immagine per ingrandire
Corona d’avvento

La Chiesa di Roma decise di far coincidere la ricorrenza della nascita del Cristo con la festa pagana della nascita del Sole invincibile (Dies Natalis Solis Invicti), voluta dall’imperatore Aureliano nel 275, per soffocare il « culto del sole » ancora radicato presso i Romani, nonostante Costantino avesse proclamato la confessione cristiana religione ufficiale dell’Impero. Lo stesso Costantino, nel 321, aveva cambiato il nome del primo giorno della settimana da Dies Solis, il « venerabile » giorno del Sole, a Dominus, « giorno del Signore » (questo cambiamento non fu accettato da tutti, tanto che nel centro-nord dell’Europa, ancora oggi, è rimasto l’antico nome di « giorno del Sole »: Sunday tra i Sassoni e Sontag presso i popoli germanici).
Il 25 dicembre, poi, è una data importante per molte religioni antiche, poiché si celebrava la nascita di una divinità legata alla simbologia del Sole. Pur non avventurandoci in comparazioni religiose che richiederebbero accurati studi, menzioniamo che: in Egitto si ricordava la nascita di Horo o Horus (nato dalla vergine Osiride); presso i Babilonesi si festeggiava il dio Tammuz (unico figlio della dea Istar, rappresentata con il bimbo in braccio e con un’aureola di dodici stelle attorno alla testa, che muore per risorgere dopo tre giorni); in Grecia la nascita di Dionisio (Bacco per i Romani); in Siria quella di Adone; in Persia si celebrava la nascita di Mitra (figlio del Sole e Sole egli stesso); presso i popoli precolombiani era una data significativa poiché combaciava con la venuta della divinità inca Quetzalcoatl, in Messico, o di Bacab, nello Yucatan, divinità quest’ultima messa al mondo dalla vergine Chiribirias; i popoli scandinavi, invece, onoravano la nascita del dio Freyr.
Una singolare similitudine si ha poi con il culto mitraico, la pratica devozionale « concorrente » del cristianesimo, giunto a Roma con l’espandersi dell’Impero verso Oriente: anche Mitra era stato partorito da una vergine in una grotta, aveva dodici discepoli ed era soprannominato « il Salvatore ».

Nel corso dei secoli la festa del Natale ha assunto, accanto al suo significato religioso, anche aspetti pagani. Così sono comparse la figura di Babbo Natale con l’usanza dei doni, quella dell’albero e del presepe.
Soffermiamoci brevemente sulla figura mitica di Babbo Natale, l’omone simpatico che porta i doni ai bambini. Questa figura trae origine da San Nicola di Mira (antica città dell’attuale Anatolia, in Turchia), vescovo vissuto nel IV secolo, di cui tuttora il personaggio di Babbo Natale porta il nome nei paesi nordeuropei: Santa Claus.
Nel folclore, questo protagonista natalizio, un po’ grasso, gioviale e con una lunga barba bianca, arriva durante la notte di Natale su una slitta trainata da una renna, scende per il camino, lascia i doni ai bambini, e mangia il cibo che gli hanno lasciato. Il resto dell’anno lo passa fabbricando giocattoli e ricevendo lettere sul comportamento dei bambini.
In realtà, l’usanza di collegare San Nicola ai regali è legata alle grandi elargizioni che il vescovo faceva a favore dei poveri e, soprattutto, per aver fornito la dote alle tre figlie di un cristiano povero ma devoto, evitando così che fossero obbligate alla prostituzione.
La dimora tradizionale di Babbo Natale cambia a seconda delle tradizioni: negli Stati Uniti si sostiene che abiti al Polo Nord, in Alaska; in Europa è invece più diffusa la versione finlandese, che lo vuole residente nel villaggio di Rovaniemi, in Lapponia. Altre tradizioni parlano del paesino di Dalecarlia, in Svezia, oppure di Nuuk, in Groenlandia.
Se Babbo Natale è nell’immaginario dei bambini il simbolo per eccellenza del Natale, l’albero e il Presepe sono tra le più evocative e diffuse tradizioni natalizie nel mondo, comuni più o meno a tutti i popoli, sebbene in forme diverse.

La raffigurazione artistica della Natività ha origini remote. I primi cristiani usavano scolpire o dipingere le scene della nascita di Cristo nei loro luoghi di incontro, ad esempio nelle catacombe. Sono gli evangelisti Luca e Matteo i primi a descrivere la Natività. Nei loro Vangeli c’è la sacra rappresentazione che a partire dal medioevo prenderà il nome latino di praesepium, ovvero recinto chiuso, mangiatoia.

Clicca sulla immagine per ingrandire
Joel Poinsett con la Stella di Natale

San Francesco d’Assisi fu il primo a rappresentare la Natività del Cristo in forma « vivente », animata dal popolo e rappresentata a Greccio la notte di Natale del 1223. Tale evento fu poi raffigurato da Giotto nell’affresco della Basilica Superiore di Assisi.
Arnolfo di Cambio fu, invece, il primo artista a rievocare la nascita di Gesù in forma inanimata. Egli, nel 1280, scolpì nel legno otto statue per rievocare la nascita del Cristo. Le statue residue si trovano tutt’oggi nella cripta della Cappella Sistina di Santa Maria Maggiore in Roma.
Da allora la produzione artistica della Natività non si è mai fermata, sino ad arrivare ai presepi « fai da te » che si trovano oggi nelle nostre case (notizie più complete sulla storia del presepe nel mio Quel teatrino della Natività che tiene scena da secoli, sul numero 122 di « Storia in Network » http://www.storiain.net/arret/num122/artic7.asp).

L’origine dell’albero di Natale è incerta. L’immagine dell’albero come simbolo del rinnovarsi della vita è un popolare tema pagano, presente sia nel mondo antico che medioevale. La derivazione dell’uso moderno della tradizione dell’albero di Natale, tuttavia, non è stata provata con chiarezza. Sicuramente questa usanza risale alla Germania del XVI secolo.
Ma esiste una leggenda che risale a molti secoli prima. Una storia, infatti, lega l’albero di Natale a San Bonifacio, il santo nato in Inghilterra intorno al 680 e che evangelizzò le popolazioni germaniche. Si narra che Bonifacio affrontò i pagani riuniti presso la « Sacra Quercia del Tuono di Geismar » per adorare il dio Thor. Il Santo, con un gruppo di discepoli, arrivò nella radura dov’era la « Sacra Quercia » e, mentre si stava per compiere un rito sacrificale umano, gridò: «questa è la vostra Quercia del Tuono e questa è la croce di Cristo che spezzerà il martello del falso dio Thor». Presa una scure cominciò a colpire l’albero sacro. Un forte vento si levò all’improvviso, l’albero cadde e si spezzò in quattro parti.
Dietro l’imponente quercia stava un giovane abete verde. San Bonifacio si rivolse nuovamente ai pagani: «Questo piccolo albero, un giovane figlio della foresta, sarà il vostro sacro albero questa notte. È il legno della pace, poiché le vostre case sono costruite di abete. È il segno di una vita senza fine, poiché le sue foglie sono sempre verdi. Osservate come punta diritto verso il cielo. Che questo sia chiamato l’albero di Cristo bambino; riunitevi intorno ad esso, non nella selva, ma nelle vostre case; là non si compiranno riti di sangue, ma doni d’amore e riti di bontà».
Bonifacio riuscì a convertire i pagani e il capo del villaggio mise un abete nella sua casa, ponendo sopra ai rami delle candele.
Tra i primi riferimenti storici alla tradizione dell’albero di Natale, la scienza, attraverso l’etnologo Ingeborg Weber-Keller, ha identificato una cronaca di Brema del 1570 che racconta di un albero decorato con mele, noci, datteri e fiori di carta. Ma è la città di Riga, capitale della Lettonia, a proclamarsi sede del primo albero di Natale della storia: nella sua piazza principale si trova una targa scritta in otto lingue, secondo cui il « primo albero di capodanno » fu addobbato nella città nel 1510.
L’usanza di avere un albero decorato durante il periodo natalizio si diffuse nel XVII secolo e agli inizi del secolo successivo era già pratica comune in tutte le città della Renania.
Per molto tempo la tradizione dell’albero di Natale rimase tipica delle regioni protestanti della Germania e solo nei primi decenni del XIX secolo si diffuse nei paesi cattolici. A Vienna l’albero di Natale apparve ufficialmente nel 1816, per volere della principessa Henrietta von Nassau Weilburg, mentre in Francia fu importato dalla duchessa di Orléans nel 1940.
Oggi la tradizione dell’albero di Natale è universalmente accettata anche nel mondo cattolico. Papa Giovanni Paolo II lo introdusse nel suo pontificato facendo allestire, accanto al presepe, un grande albero di Natale proprio in piazza San Pietro.

Recita il proverbio: « Paese che vai, usanze che trovi », ma nel caso del Natale queste si assomigliano moltissimo. Almeno in Europa.

In Spagna, paese cattolicissimo, esiste un proverbio legato alle tradizioni natalizie: « Presepe fai, pane mangerai ». Infatti, grazie anche agli italiani, il rito del presepe qui è molto sentito. Anche i presepi viventi sono molto comuni in questo paese: in Andalusia i presepi servono anche per fare beneficenza, poiché chi si reca a visitare il presepe lascia qualcosa per le famiglie più bisognose. Sempre in tema di generosità, in molti paesi spagnoli è usanza, la notte di Natale, accogliere in casa un neonato povero con la propria mamma, al quale la famiglia regalerà un corredino nuovo. La notte della vigilia di Natale è chiamata dagli spagnoli la Nochebuena, durante la quale ci si riunisce in casa per assaporare i prodotti tipici. I canti natalizi spagnoli sono diversi da regione a regione, si chiamano villancicos e il ritmo dominante è soprattutto il flamenco.

Anche nel vicino Portogallo le usanze sono simili. Il rito cattolico della notte di Natale è chiamato « Messa del gallo » perché una leggenda dice che quando Gesù nacque il gallo cantò a perdifiato nonostante non fosse ancora alba. Subito dopo la messa i portoghesi cenano e tra le portate non manca la « Consoada » (baccalà con legumi). Qui Babbo Natale è chiamato Pai Natal, ma a portare i doni è il Menino Jesus, Gesù Bambino, anche se l’usanza dei doni è più legata al 6 gennaio, quando arrivano los Rejes Magas, ovvero i Re Magi.

Clicca sulla immagine per ingrandire
I Grittibaenz svizzeri

In Francia i doni arrivano ai bambini la notte di Natale, mentre gli adulti li scambiano generalmente a Capodanno. Un’usanza delle campagne francesi è il ceppo bruciato: si accende un pezzo di legno per riscaldare virtualmente Gesù Bambino. Nel presepe francese il personaggio che piace di più ai bambini è il ravi, un omino che von la sua lanterna rischiara il sentiero che conduce alla grotta di Gesù. Anche in Francia si usa organizzare il cenone della vigilia; una volta finito, si lascia la tavola apparecchiata per la Vergine Maria. Famosi sono i canti natalizi provenzali, dai quali derivano le varie pastorali. In Alvernia è ancora in uso il rito della chandelle, una grossa candela colorata accesa durante il cenone. Il più anziano segna la candela con una croce e la spegne, poi la passa a colui che gli sta accanto e così via. Nella regione di Carpentras, invece, alla fine della cena natalizia si pianta in un vaso una rosa di Gerico, perché su questa pianta la Madonna stendeva ad asciugare la biancheria di Gesù Bambino.

In Svizzera la tradizione vuole che i regali ai bambini siano portati da Gesù Bambino (Christkind, in tedesco, o petit Jesus, in francese). Uno dei tradizionali dolci natalizi della confederazione elvetica è il Grittibaenz, un pane dolce a forma di bambolina decorato con frutta secca e mandorle.

L’Austria è famosa per i presepi realizzati con figure di legno intagliate a mano. A Salisburgo l’albero e il presepe si allestiscono in maniera del tutto singolare: si tratta infatti di una rappresentazione della storia dell’umanità. Partendo dalla rappresentazione del peccato originale, si procede – giorno per giorno, a partire dall’Avvento – con rappresentazioni del profeta Isaia, dell’Annunciazione in terra, fino alla nascita del Redentore.
L’Austria vanta anche la pastorale più celebre al mondo: Still Nacht, che noi conosciamo come Astro del Ciel. Questa melodia fu eseguita per la prima volta nella chiesa di San Nicola a Obendorf, vicino a Salisburgo. Era la vigilia di Natale del 1818 e Padre Mohor era stato chiamato per battezzare un neonato. Era una sera particolarmente chiara e le stelle brillavano nel firmamento. Il sacerdote, toccato da quella pace tranquilla, scrisse di getto quelle le parole, musicate qualche tempo dopo dal maestro Franz Gruber.

In Germania l’albero e la corona d’Avvento rivestono grandissima importanza e si trovano, oltre che in tutte le case, anche nelle chiese. L’origine della corona va ricercata presso i luterani della Germania orientale. Essa è in pratica la continuazione di antichi riti pagani che si celebravano nel mese di Yule (dicembre). È costituita da un grande anello di fronde d’abete (ma si può usare anche il tasso, il pino o l’alloro), che viene sospeso al soffitto con quattro nastri rossi, oppure collocato su un tavolo. Attorno alla corona sono fissati quattro ceri, posti ad eguale distanza tra di loro, che rappresentano le quattro settimane d’Avvento e che si accendono una volta al settimana man mano che si avvicina il Natale. La tradizione tedesca assegna anche un nome alle quattro candele: la prima è la candela della Profezia, la seconda è quella di Betlemme, la terza dei Pastori, l’ultima degli Angeli.
Molto usato dai bambini è anche il calendario dell’Avvento, con ventiquattro finestrelle che scandiscono il tempo che manca alla grande festa natalizia. Partendo dal 1° dicembre, ogni giorno si apre una finestrella e il bambino promette di compiere una buona azione. Al termine del calendario (sarà quindi il giorno di Natale) appare l’immagine del presepe.
Il pranzo di Natale tedesco è costituito da oca ripiena, carpa, salsicce e, ovviamente, birra. Il tipico dolce natalizio della Germania è, invece, lo Stollen, un dessert a base di farina, limone e arancia candita, mandorle amare e dolci, cannella, uva sultanina, uva fresca, rum.

Clicca sulla immagine per ingrandire
I Mince-pies

In Belgio è diffusa la tradizione dei falò e dei fuochi. La cena di Natale è a base di salmone, caviale e ostriche. Il pranzo del 25 prevede, invece, roastbeef o tacchino arrosto farcito di carne macinata, tartufi e bagnato con cognac, mentre il contorno è composto da cavolini di Bruxelles e albicocche sciroppate passate in padella col fondo di cottura del tacchino. Il dolce riprende il tronco di Natale francese, a cui è però qui aggiunto un piccolo Gesù Bambino di zucchero.

In Olanda i bambini mettono davanti al camino i loro zoccoli o le scarpe pieni di fieno e di carote per il cavallo di Sinter Klaas (Babbo Natale), sperando così di ricevere in cambio dolci e regali. La notte di Natale si mangia tutti insieme un dolce chiamato Letterbanket, cioé « dolce lettera », fatto di marzapane e biscotto. La tradizione vuole che ogni famiglia gli dia la forma della lettera iniziale del proprio nome; in alternativa si fanno tanti piccoli dolci, uno per ogni componente della famiglia, con la forma della sua iniziale. Il giorno di Natale si consuma il tacchino o l’oca ripiena di prugne. Ci sono anche i dolci tipici, quasi tutti a base di melassa e mandorle.

In Danimarca esiste l’usanza di coltivare il giacinto in vaso: se fiorisce il giorno di Natale la casa sarà protetta dalle malattie. Il pranzo di Natale comprende il riso al latte, nel quale è nascosta una mandorla: chi la trova ha diritto a un regalo più grande.

In Inghilterra sia la notte sia il giorno di Natale si festeggiano con tacchino ripieno accompagnato da mirtilli, mentre il dolce tradizionale è il Christmas Pudding o Christmas Cake. Verso le tre del pomeriggio si assiste insieme al tradizionale discorso della Regina in televisione. Tutte le città, Londra in testa, ospitano un grande albero addobbato mentre le chiese sono ornate con agrifoglio e vischio. Anche qui la tradizione vuole che la vigilia di Natale sia acceso un ceppo da far durare il più a lungo possibile, conservandone un pezzo da accendere il Natale successivo.

In Irlanda la leggenda vuole che Maria, Giuseppe e il Bambin Gesù vaghino per le strade dell’isola durante tutto il periodo natalizio: per questo motivo i bambini, per rischiarare il loro cammino, mettono sul davanzale un lumicino, spesso inserito in una rapa o in una zucchetta scavata e decorata con rami verdi. Secondo la tradizione irlandese, ci si siede a tavola soltanto dopo la mezzanotte. La cena prevede generalmente piatti a base di oca, pollo o tacchino. Il giorno di Natale, invece, si gusta lo Speed beef, un rotolo di bue alle spezie che esige una lunga preparazione. Una vecchia consuetudine irlandese era la cosiddetta « caccia allo scricciolo ». Nel giorno di Natale i ragazzi catturavano uno scricciolo (un piccolo uccellino), che legavano, in una gabbia fatta di agrifoglio ed edera, su un bastone portandolo in giro per la questua. La crudele tradizione, diffusa un tempo anche in Inghilterra e Francia, ha tutte le caratteristiche del sacrificio di un animale alla divinità. Il motivo di tanto accanimento contro questo uccellino è da ricercare nella leggenda che accompagna il martirio di Santo Stefano. Si narra infatti che il Santo si fosse nascosto dietro un cespuglio per sfuggire ai suoi persecutori, ma che fosse stato scoperto a causa di uno scricciolo che, volando via, aveva svelato la presenza del martire.

Una tradizione attestata in tutta la penisola balcanica, dalla Dalmazia alla Macedonia, riguarda i famosi Bandjaci. Il termine, che si riferisce al verbo slavo bdijeti, « vigilare », indica i tre ceppi di Natale (ma in Montenegro se ne contano cinque) che si pongono ad ardere nei giorni che vanno dal Natale al Capodanno.

In Grecia uno dei più caratteristici riti della vigilia è la preparazione del Christopsomo o « pane di Cristo », una pagnotta di pane dolce che può assumere forme e nomi diversi, con decorazioni sulla crosta che rappresentano scene di vita familiare. La preparazione di questo pane assume il significato di una vera e propria cerimonia religiosa. Accanto alla farina sono utilizzati ingredienti particolari, quali acqua di rose, sesamo, miele, chiodi di garofano e cannella, pronunciando la formula: « Cristo è nato, la luce si accende, cresca il lievito del pane ». A cena il padrone di casa rompe il « pane di Cristo » sulla sua testa e se il pezzo di sinistra è il più grande, significa che il nuovo anno sarà buono. In alcune regioni si preparano i Lahanosarmades, foglie di cavolo cappuccio ripiene di riso con besciamella, che rappresentano le fasciature del Cristo. Dolci tipici sono i Kourambiedes (a base di burro, mandorle e ricoperti di zucchero a velo), i Melomakarona, originari dell’Epiro (al miele e pistacchio), e le Diples, simili alle frappe, dolci originari di Creta.

Clicca sulla immagine per ingrandire
Il Christmas Pudding inglese

In Ungheria è tradizione mettere sotto la tavola natalizia una cesta con del fieno e dei semi, affinché vengano benedetti dal Bambino. Di quelle sementi, una manciata se ne brucia; ciò che rimane si sparge invece sui campi come auspicio per un buon raccolto. La cena è abbondante: la carpa, pesce tipico del Natale dell’area orientale europea, è servita come antipasto, in gelatina, decorata con verdure e uova sode, oppure durante e a fine pasto, farcita o fritta in pastella. Altra pietanza tradizionale, comune a tutti i Paesi dell’est europeo, sono le aringhe affumicate o in salamoia, conservate in piccole botti di legno, poi tenute in ammollo e servite con tanta cipolla tagliata sottilmente, pezzetti di mela e panna acida.
Il menu natalizio ungherese propone una zuppa con verdure e spezzatino di montone, crauti e un formaggio fresco, equivalente della ricotta, condito con capperi, cipolle ed abbondante paprika. Tra i dolci tipici ci sono il Dobos, una torta dalla preparazione laboriosa, e il Rétés, la pasta per fare lo strudel (di cui, oltretutto, gli ungheresi rivendicano la paternità) qui acconciata a mo’ di tortelli e farcita con marmellate e frutta.

In Polonia la rappresentazione della natività è allestita su due piani. In quello superiore è rappresentata la Natività, in quello inferiore le scene degli eroi nazionali. Sono celebri i presepi di Cracovia, altissimi, riccamente ornati e simili a cattedrali. La cena polacca natalizia, rigorosamente « di magro », ha inizio con un rito diffuso anche nelle famiglie meno osservanti: prima di sedersi, in piedi intorno alla tavola imbandita a festa, si spezza e ci si scambia l’Oplatek, un pane azzimo rettangolare benedetto, che reca stampate immagini sacre. La tavola è coperta da una tovaglia bianca sotto la quale è sparsa della paglia, in ricordo del Bambin Gesù, ed è decorata con frutta, rami di abete e candele augurali. In Polonia la notte di Natale si consuma il Barszcz, un brodo caldo preparato la vigilia.

Nella Russia sovietica il giorno di Natale era un giorno come gli altri, ma oggi la festività è molto sentita. Accanto al presepe (Verteb), simile allo Szopka polacco, la famiglia canta e prega. In alcuni villaggi si usa decorare all’aperto l’abete più grande. Anche gli animali domestici hanno il loro dono: un pane d’avena per i cavalli, un cosciotto d’agnello per il cane, un pesce per il gatto. Speciale leccornia della vigilia di Natale sono i semi di grano integrale, tenuti per ore a macerare e aromatizzati con semi di papavero schiacciati e mescolati nel miele.

Nella penisola scandinava, durante il periodo natalizio le case sono addobbate con decorazioni fatte con la paglia, con fiori e con dolcetti speziati. I bambini usano il calendario dell’Avvento per contare i giorni fino a Natale e ogni giorno aprono una finestrella. L’albero si addobba il giorno prima di Natale. La sera di Natale si mangia una minestra di riso, polpettine e salcicce. Dopo la cena solitamente ci si riunisce intorno all’albero per cantare. Solo a questo punto arriva Babbo Natale.

In Asia tutte le civiltà celebrano il Natale delle proprie divinità e il ciclico rinnovarsi del tempo. Questo continente è la culla di molte religioni e il cristianesimo è in numerosi Stati la religione della minoranza. Per questo il Natale è celebrato in forma estremamente privata e il presepe è presente in pochissimi popoli. Con la globalizzazione le tradizioni europee sono arrivate anche in Asia: in molti Stati è presente Babbo Natale, anche se con nomi e origini diverse (ad esempio, in Cina è chiamato Dun Che Lao Ren, mentre il Giappone ha Santa Kurohsu). Nei Paesi cristiani, comunque, il Natale è molto sentito e i fedeli non rinunciano alla messa di mezzanotte.

Anche in Oceania si festeggia il Natale, soprattutto sotto l’aspetto consumistico. In Australia lo scambio culturale avvenuto per la presenza nell’isola di una gran varietà di gruppi etnici, fa si che ognuno viva il Natale secondo le tradizioni della cultura di provenienza. In Australia a Natale fa caldo, quindi nessuno si stupisce se Babbo Natale arriva in

Clicca sulla immagine per ingrandire
Las posadas messicana

surf o in canoa. Assai celebre è il concerto di Natale che si tiene ogni anno, sin dal 1937, nella St. Mary’s Cathedral di Sydney. Case, piazze e chiese sono addobbate con fiori e, soprattutto, con i tradizionali New South Wales Christmas bush, ovvero i « Cespugli di Natale australiani », piante che danno dei piccoli fiori rossi vagamente somiglianti alle nostre Stelle di Natale.
In Nuova Zelanda i trascorsi coloniali hanno portato la tradizione dell’albero di Natale, che qui ovviamente non può essere l’abete ma che è il Pohutokawa (Metrosideros tomentosa o più comunemente Bottle brush), utilizzato come simbolo per questa festa perché i fiori rossi di cui si ricopre spuntano proprio nel periodo natalizio. In questa parte del mondo, da alcuni anni si sta diffondendo l’abitudine di festeggiare un secondo Natale il 25 di luglio, quando l’emisfero australe è in pieno inverno.

In molti Paesi dell’Africa, la coesistenza di culture religiose diverse ha dato vita ad interessanti incontri: la messa cattolica spesso prevede riti locali come il ballo, come anche le figure del Cristo riprendono spesso sembianze di un bambinello nero. In quasi tutti gli Stati dove si festeggia il Natale, tradizionali sono i balli fatti con grandi maschere di legno, ognuna prodotta artigianalmente da chi la deve indossare. Il presepe, invece, è una tradizione importata solo di recente, anche se è presente nel continente nelle celebrazioni natalizie africane già dai primi tempi delle missioni. Ovviamente non esiste l’abete: la decorazione più diffusa consiste in un intreccio di rami di palma, spesso disposti a formare un arco, su cui sono applicati dei grandi fiori bianchi selvatici che sbocciano sotto Natale.

In America i modi di festeggiare il Natale variano molto: al Nord tutto è all’insegna del consumo e dello shopping sfrenato, al Centro e al Sud il Natale è più sentito sotto l’aspetto religioso, anche se non mancano le grandi luci e i grandi addobbi.
Negli Stati Uniti il modo di festeggiare cambia a seconda l’etnia di appartenenza: gli italo-americani (numerosi anche in Canada) attendono la mezzanotte per andare a messa e poi consumare un sontuoso pranzo a base di pesce. Malgrado la varietà di abitudini culturali, si sono imposte con gli anni consuetudini che accomunano un po’ tutti, come l’attesa dei regali portati da Santa Klaus, l’albero addobbato e i Christmas-crackers. Questi ultimi sono pacchettini di carta a forma di grosse caramelle, contenenti cappellini di carta colorata o piccoli regali; si mettono sia sull’albero sia in tavola, come segnaposto, e si aprono immediatamente prima del pranzo. A tavola non manca il tacchino ripieno di castagne che rappresenta la tradizione americana adottato da tutti gli immigrati, ovviamente accanto alle preparazioni tipiche del Paesi d’origine. Famosi sono i Mince-pies, biscotti che originariamente avevano la forma di mangiatoia ma che i Riformatori cristiani hanno bandito perché troppo pagani. Oggi questi dolcetti hanno svariate forme.
In Canada si usa decorare la casa con addobbi natalizi fatti di corone di alloro, e ovviamente non manca il famoso Albero di natale. Il pranzo natalizio consiste nel tacchino ripieno con contorno di patate e salsa di mirtilli, oppure nella prelibata anatra arrosto.
Più folcloristiche sono le tradizioni natalizie in America Latina. In Messico, ad esempio, si usa iniziare i festeggiamenti religiosi già nove giorni prima del Natale: ogni giorno rappresenta un mese della gravidanza di Maria. In ogni casa si allestiscono le Pifiatas, grosse pentole in coccio rivestite di carta stagnola colorata ai cui lati si applicano dei coni fatti con cartoncino o carta di riso, da cui pendono striscioline multicolori, riempite di frutta di stagione. Al termine dei nove giorni, in chiesa o per strada, prima della messa, s’inscena una breve rappresentazione, conosciuta come las posadas, dove si impersonano Giuseppe e Maria che vagano alla ricerca di un ricovero.
La cena di Natale varia da Paese a Paese. Sulle tavole delle famiglie più povere il menù generalmente non si discosta da quello quotidiano, mentre chi ne ha la possibilità festeggia l’arrivo del Bambin Gesù con tacchino ripieno di verdura, cosciotto di maiale al forno o con l’Asado, la carne alla brace.
Ultima curiosità legata all’America latina è la « Stella di Natale », la pianta che decora le nostre case. Questa pianta arriva proprio dall’America latina, precisamente dal Messico: « riscoperta » da Joel Poinsett, primo ambasciatore statunitense in questo paese (ma anche cultore di botanica), fu importata negli Usa nel 1828 e prese il nome, in suo onore, di Poinsettia pulcherrima. In Europa fu importata nel 1804 dal naturalista Alexander von Humboldt, che notò questa pianta con un « fiore non fiore » in un suo viaggio in America centrale.

In conclusione di questo breve viaggio intorno alle tradizioni natalizie del mondo, a noi non resta che augurare a voi, cari lettori, i nostri migliori auguri per un sereno Natale e un prospero anno nuovo. e lo facciamo in tutte le lingue del mondo:

Afrikaans: Gesëende Kersfees;
Albanese:Gezur Krislinjden;
Arabo: Idah Saidan Wa Sanah Jadidah;
Armeno: Shenoraavor Nor Dari yev Pari Gaghand;
Azerbaijan: Tezze Iliniz Yahsi Olsun;
Bahasa (Malesia): Selamat Hari Natal;
Basco: Zorionak eta Urte Berri On;
Bengali: Shuvo Naba Barsha;
Boemo: Vesele Vanoce;
Bretone: Nedeleg laouen na bloavezh mat;
Bulgaro: Tchestita Koleda; Tchestito Rojdestvo Hristovo;
Catalano: Bon Nadal i un Bon Any Nou;
Ceco: Prejeme Vam Vesele Vanoce a stastny Novy Rok;
Choctaw (Nativi americani, Oklahoma): Yukpa, Nitak Hollo Chito;
Cinese (Cantonese): Gun Tso Sun Tan’Gung Haw Sun;
Cinese (Mandarino): Kung His Hsin Nien bing Chu Shen Tan;
Cingalese: Subha nath thalak Vewa. Subha Aluth Awrudhak Vewa;
Coreano: Sung Tan Chuk Ha;
Croato: Sretan Bozic;
Danese: Glædelig Jul;
Eschimese: Jutdlime pivdluarit ukiortame pivdluaritlo;
Esperanto: Gajan Kristnaskon;
Estone: Ruumsaid juulup|hi;
Farsi: Cristmas-e-shoma mobarak bashad;
Fiammingo: Zalig Kerstfeest en Gelukkig nieuw jaar;
Filippino: Maligayan Pasko;
Finlandese: Hyvaa joulua;
Francese: Joyeux Noel;
Frisone: Noflike Krystdagen en in protte Lok en Seine yn it Nije Jier (lingua del ramo germanico occidentale parlata nelle zone costiere meridionali del Mare del Nord, nei Paesi Bassi e in Germania);
Gaelico (Scozia): Nollaig chridheil huibh;
Gallese: Nadolig Llawen;
Giapponese: Shinnen omedeto. Kurisumasu Omedeto;
Greco: Kala Christouyenna;
Hamish Dutch (Pennsylvania): En frehlicher Grischtdaag un en hallich Nei Yaahr;
Hausa: Barka da Kirsimatikuma Barka da Sabuwar Shekara (lingua parlata in Nigeria del Nord, Niger, Benin, Burkina Faso, Camerun, Ciad, Congo, Eritrea, Ghana, Sudan e Togo);
Hawaaiano: Mele Kalikimaka;
Hindi: Shub Naya Baras;
Indonesiano: Selamat Hari Natal;
Inglese: Merry Christmas;
Iracheno: Idah Saidan Wa Sanah Jadidah;
Irochese: Ojenyunyat Sungwiyadeson honungradon nagwutut. Ojenyunyat osrasay (Nativi americani dell’America Settentrionale);
Islandese: Gledileg Jol;
Isola di Man: Nollick ghennal as blein vie noa (isola situata nel Mar d’Irlanda);
Latino: Natale hilare et Annum Faustum;
Latviano: Prieci’gus Ziemsve’tkus un Laimi’gu Jauno Gadu;
Lituano: Linksmu Kaledu;
Macedone: Sreken Bozhik;
Maltese: LL Milied Lt-tajjeb;
Maori: Meri Kirihimete;
Navajo: Merry Keshmish (Narivi americani del sud-ovest degli Stati Uniti, principalmente in Arizona e in Nuovo Messico);
Norvegese: God Jul, or Gledelig Jul;
Occitano: Pulit nadal e bona annado;
Olandese: Vrolijk Kerstfeest en een Gelukkig Nieuwjaar oppure Zalig Kerstfeast;
Papua Nuova Guinea: Bikpela hamamas blong dispela Krismas na Nupela yia i go long yu;
Polacco: Wesolych Swiat Bozego Narodzenia oppure Boze Narodzenie;
Portoghese (Brasile): Boas Festas e Feliz Ano Novo;
Portoghese: Feliz Natal;
Rapa-Nui: Mata-Ki-Te-Rangi Te-Pito-O-Te-Henua (Isola di Pasqua);
Rumeno: Sarbatori vesele;
Russo: Pozdrevlyayu s prazdnikom Rozhdestva is Novim Godom;
Samoa: La Maunia Le Kilisimasi Ma Le Tausaga Fou;
Sardo: Bonu nadale e prosperu annu nou;
Serbo: Hristos se rodi;
Slovacco: Sretan Bozic oppure Vesele vianoce;
Sloveno: Vesele Bozicne Screcno Novo Leto;
Spagnolo: Feliz Navidad;
Svedese: God Jul and (Och) Ett Gott Nytt År;
Tailandese: Sawadee Pee Mai;
Tedesco: Fröhliche Weihnachten;
Turco: Noeliniz Ve Yeni Yiliniz Kutlu Olsun;
Ucraino: Srozhdestvom Kristovym;
Ungherese: Kellemes Karacsonyi unnepeket;
Urdu: Naya Saal Mubarak Ho (Asia meridionale);
Vietnamita: Chung Mung Giang Sinh;
Yoruba: E ku odun, e ku iye’dun (Africa occidentale);

Historically it is not established that Jesus Christ was actually born on December 25th. In the Gospels of Matthew and Luke, which provide a description of some moments related to the Nativity, neither the day nor the month nor the year of the coming of the Son of God is mentioned, even though we know that Jesus was born when he reigned the emperor Caesar Augustus.
The feast of Christian Christmas, or the dies natalis Christi, seems to have been established on December 25 by Pope Julius I only in 337.
The first reference to December 25th is found in a text by St. Hippolytus about 235, the Commentary on Daniel: « The first coming of our Lord, the one in the flesh, in which he was born in Bethlehem, took place eight days before the calends. of January, of Wednesday, in the forty-second year of reign of Augustus « (IV, 23, 3).
Another document, the Depositio episcoporum (liturgical list contained in the Chronograph, the oldest calendar of the Church of Rome), attests that this celebration was already present in 336, although it seems that initially the festivity was celebrated only in St. Peter’s Basilica .
Other ecclesiastical documents refer to 354, under the papacy of Liberio, the first appearance of Christmas in the West (as is still attested in the same Chronograph). In 461 the choice will be made official by Pope Leo the Great.
Click on the image to enlarge
Advent wreath
The Church of Rome decided to make coincide the recurrence of the birth of Christ with the pagan festival of the birth of the invincible sun (Dies Natalis Solis Invicti), commissioned by the emperor Aureliano in 275, to suffocate the « cult of the sun » still rooted in the Romans, although Constantine had proclaimed the Christian confession official religion of the Empire. Constantine himself, in 321, had changed the name of the first day of the week from Dies Solis, the « venerable » day of the Sun, to Dominus, « the Lord’s day » (this change was not accepted by everyone, so much so that Northern Europe, even today, has remained the ancient name of « day of the sun »: Sunday between the Saxons and Sontag among the Germanic peoples).
On December 25th, then, it is an important date for many ancient religions, since the birth of a deity linked to the symbolism of the Sun was celebrated. Although we do not make religious comparisons that would require careful study, we mention that: in Egypt we remember the birth of Horus or Horus (born of the virgin Osiris); near the Babylonians we celebrated the god Tammuz (the only son of the goddess Istar, represented with the baby in his arms and with a halo of twelve stars around his head, who dies to rise again after three days); in Greece the birth of Dionysius (Bacchus for the Romans); in Syria that of Adonis; in Persia was celebrated the birth of Mitra (son of the Sun and Sun himself); among the pre-Columbian peoples it was a significant date because it matched with the coming of the deity inca Quetzalcoatl, in Mexico, or of Bacab, in the Yucatan, divinity this last placed in the world by the virgin Chiribirias; the Scandinavian peoples, however, honored the birth of the god Freyr.
A singular similarity is then with the Mithraic cult, the « concurrent » devotional practice of Christianity, arrived in Rome with the expansion of the Empire towards the East: even Mithra had been born of a virgin in a cave, had twelve disciples and was dubbed « the Savior ».

Over the centuries, the Christmas party has assumed, alongside its religious significance, also pagan aspects. Thus appeared the figure of Santa Claus with the custom of gifts, the tree and the crib.
Let us pause briefly on the mythical figure of Santa Claus, the nice big man who brings gifts to children. This figure originates from San Nicola di Mira (ancient city of present-day Anatolia, in Turkey), a bishop who lived in the 4th century, of which the character of Santa Claus is still named in the North European countries: Santa Claus.
In the folklore, this Christmas protagonist, a little fat, jovial and with a long white beard, arrives during Christmas Eve on a sleigh pulled by a reindeer, goes down the chimney, leaves the gifts to the children, and eats the food that they left him. The rest of the year passes by manufacturing toys and receiving letters on the behavior of children.
In reality, the custom of connecting St. Nicholas to gifts is linked to the great gifts that the bishop made in favor of the poor and, above all, for providing the dowry to the three daughters of a poor but devout Christian, thus avoiding that they were obliged to prostitution.
The traditional home of Santa Claus changes according to the traditions: in the United States it is claimed that you live at the North Pole, in Alaska; in Europe, on the other hand, the Finnish version is more widespread, which wants it to reside in the village of Rovaniemi, in Lapland. Other traditions speak of the village of Dalecarlia, in Sweden, or of Nuuk, in Groenl

 

Buon Natale

Staff Colle21

 

FERIA MODELISMO FERROVIARIO Barcelona

by casudanilo
FERIA MODELISMO FERROVIARIO Barcelona
FERIA MODELISMO FERROVIARIO Barcelona By Colle21

FERIA MODELISMO FERROVIARIO Barcelona
By Colle21

A partir del día 8 de enero del 2017, se organizará una Feria, dedicada exclusivamente al mundo del ferrocarril, en sus vertientes de tren real y modelismo.

En esta Feria se realizará la compra-venta de material ferroviario, exposición de modelismo y otras actividades, tales como: Presentación de libros, exposiciones fotográficas, talleres de modelismo, presentación de modelos a escala, etc.

¡El Stand Colle21, pegamento 21 cianoacrilato, estará presente en toda la gama de sus productos!

Te estamos esperando…..

Estació De França Barcelona.

Stand Colle21

 

Exporail Castelginest 2018 by Colle21

by casudanilo
Exporail Castelginest 2018 by Colle21
Exporail Castelginest 2018 by Colle21

Exporail Castelginest 2018
by Colle21

Chers Ami…..

l’exposition de Colle 21 approche désormais à grands pas.

Il est temps de faire un petit récapitulatif d’informations pratiques pour que votre arrivée et votre installation se passe bien.

Comment se rendre à la salle polyvalente de Castelginest ?

Adresse de la salle: 4 chemin des barrières, 31780 Castelginest
Depuis le Nord, en venant de Montauban:
– Quitter l’autoroute A62 à la sortie n° 11 « Fenouillet, St Alban »
– Au rond point après le péage, serrer à droite et suivre « St Alban »
– Au rond point suivant, suivre « St Alban, Castelginest »
– Traverser le village de St Alban et suivre la direction Castelginest
– Une fois dans Castelginest, le parcours sera fléché
Depuis la rocade Est, en venant de Narbonne:
– Quitter la rocade à la sortie 12 « Villemur, Castelginest »
– Au 1er feu tricolore, tourner à gauche
– Serrer ensuite à droite et prendre la première à droite au rond point.
– Au rond point suivant, suivre la première à droite « Fronton – Villemur » (Castelginest n’est plus indiqué…)
– Traverser le village d’Aucamville durant 5km et au rond point du Leader Price, prendre la 3ème sortie  » Castelginest , Villemur »
– Une fois dans Castelginest, le parcours sera fléché
Depuis la rocade Ouest, en venant de Tarbes:
– Quitter la rocade à la sortie 33b  « Lalande, Castelginest, Sesquières »
– Continuer à suivre les panneaux « Castelginest »
– Au rond point, prendre la première à droite « Castelginest »
– Serre ensuite à droite et cesser alors de suivre « Castelginest ».
– Suivre la direction « Villemur »
– Au rond point suivant, prendre la 3ème sortie « Fronton – Villemur »
– Traverser le village d’Aucamville durant 5km et au rond point du Leader Price, prendre la 3ème sortie  » Castelginest , Villemur »
– Une fois dans Castelginest, le parcours sera fléché
Depuis l’A68, en venant d’Albi:
– Quitter l’A 68 à a la sortie n°3 « Montastruc, Castelmaurou »
– Au rond point, suivre la direction de Castelmaurou
– A Castelmaurou, au feu tricolore, prendre à droite, direction « St Loup Cammas »
– A St Loup Cammas (5km), prendre à droite, direction « Pechbonnieu »
– Au rond point de Pechbonnieu, suivre Castelginest
– Une fois dans Castelginest, le parcours sera fléché
(Avant 16h, il est plus simple de rejoindre la rocade Est depuis l’A 68 et suivre les indications, comme en venant de Narbonne)
Il est conseillé de traverser Toulouse avant 16h, au risque de trouver de très gros encombrements sur la route.
La salle polyvalente est de plain-pied, avec un accès à grand gabarit au parking et possibilité de se garer au plus proche pour décharger le matériel.
Pour les exposants non professionnels, un plan indiquant la route de l’hôtel vous sera remis à l’exposition.
Il s’agit de l’hôtel Campanile Toulouse-Nord Sesquières.
Quels sont les horaires du week-end ?
L’installation débute le vendredi à 14h. La salle sera ouverte jusqu’à 20h, mais nous vous demandons de ne pas arriver après 19h avec des gros stands pour ne pas retarder la fermeture.
Le samedi matin, la salle sera ouverte dès 7h.
Samedi 17, des manifestations et des blocages routiers sont prévus, il est recommandé d’arriver le plus tôt possible pour éviter les déconvenues.
L’ouverture au public se fera à 10h.
Un vin d’honneur sera servi à 11h.
Le soir, l’expo fermera ses portes à 18h, mais restera ouverte aux exposants jusqu’à 19h30 pour en profiter sans le public.
Le dimanche, la salle sera ouverte dès 8h30 pour une ouverture au public à 10h.
L’expo se termine à 18h le dimanche soir.
Que faut-il prendre en particulier ?
Il n’y a pas besoin de matériel spécifique nécessaire. Il est juste demandé que chacun amène au moins une rallonge électrique assez longue (10m si possible) et une multiprise. Nous nous efforçons d’installer l’électricité au plus près de chaque stand, mais il se peut que ce soit pas toujours possible avec le matériel que nous possédons.
Aussi, des gobelets et les cordons des badges sont prêtés par une association et seront soumis à une consigne de 1€ pour les gobelets et 1€ pour les cordons.
Il sera donc demandé une consigne de 2€ par exposant qui sera bien sûr rendue à la fin de l’exposition lors de la restitution du gobelet et du cordon.
Pour toute question, n’hésitez pas à nous contacter au 06 31 12 81 29
Nous vous souhaitons une bonne route !
A vendredi.
Sylvain COSTES
secrétaire d’Exporail en Midi Toulousain

SALON RAIL EXPO 2018 by Colle21

by casudanilo
SALON RAIL EXPO 2018 by Colle21

SALON RAIL EXPO 2018 by Colle21

SALON RAIL EXPO 2018

Le stand Colle21 sera présent au SALON RAIL EXPO 2018 de Colle21

de 10 h à 19 h le vendredi et le samedi, et de 10 à 18 h le dimanche.

Venez découvrir l’univers du train miniature avec les plus beaux réseaux français ainsi que de nombreux exposants français et européens pour les passionnés du chemin de fer.

Salon RAIL EXPO 2018 : 

Fondée en 2007 par quelques modélistes passionnés de chemins de fer secondaires, l’association Traverses des Secondaires a pour objectif de promouvoir cet univers des lignes secondaires à travers le modélisme ferroviaire, à toutes les échelles. Traverses des Secondaires organise tous les ans une exposition de renommée internationale, RailExpo, qui permet au grand public d’admirer de nombreux réseaux et d’acquérir du matériel auprès d’artisans et revendeurs.

SALON RAIL EXPO 2018 by Colle21:

Chartre/France

Vendredi 23 novembre 2018 de 10h à 19h

Samedi 24 novembre 2018 de 10h à 19h

Et Dimanche 25 novembre 2018 de 10h à 18h

Pour toute information complémentaire, n’hésitez pas à contacter l’équipe organisatrice du salon SALON RAIL EXPO 2018 by Colle21: contact@traversesdessecondaires.fr

SALON RAIL EXPO 2018 by Colle21

SALON RAIL EXPO 2018 by Colle21

Jean Claude Grancher et Casu Danilo Colle 21

Nº21

by casudanilo
Nº21

Todos tenemos colores favoritos e incluso hay palabras deliciosas que nos entusiasman. En la vida cotidiana solemos elegir un número que calificamos como favorito cuando nos lo piden como juego, para utilizarlo de contraseña o servir de clave. Los seres humanos somos animales de costumbres y además un poco supersticiosos por lo que tendemos a considerar unos números mas familiares o cómodos que otros.

Pero no todos los números son iguales en significado. Hay números mágicos, que evocan cosas curiosas. Creo que el que se lleva los honores de ser el número mas asombroso por coincidir como referencia de situaciones curiosas, es el 21.

Veamos las 21 circunstancias, curiosidades y misterios que lo convierten en número mágico.

– 21 (XXI) Es el siglo en que nos toca vivir.

– 21 gramos es lo que dicen que pesa el alma, pues si se pesa un cadáver, curiosamente hay una diferencia de peso respecto de lo que pesaría si estuviese vivo. Ver.

– 21 minutos es el tiempo en que el cerebro humano mantiene su atención al 100%. Ver.

– 21 minutos es el tiempo ideal que debe durar una siesta. Ver.

–  21 minutos es el tiempo máximo que debe durar una conferencia, antes de que los asistentes miren el reloj, bostecen o hagan un viaje astral.

– 21 es el resultado triple del número cabalístico 7 (días de la semana, 7 maravillas del mundo, 7 pecados capitales, etc).

– 21 es el juego de magia matemática para niños mas sencillo e infalible del mundo. Ver.

-21 días es el período en que se incuba la infección de ébola y su superación lo descarta. Ver.

– 21 días es el tiempo que tardamos en forjarnos un nuevo hábito, según calculos científicos. Ver.

– 21 personas en un aula (profesor y 20 alumnos) es la cifra ideal para que el docente mantenga cercanía y control, y los alumnos se impliquen.

– 21 es la suma de los puntos de las seis caras de un dado, que simboliza la suerte ante el azar.

– 21 el número de Premios Nobel españoles. Ver.

– 21 es el número de letras del alfabeto romano, original y universal, del que procede el actual. Ver.

– 21 letras tiene la palabra castellana mas larga sin sufijos: “electroencefalografía”.

– 21 segundos es el promedio de los mamíferos al orinar, sin importar su tamaño. Ver.

– 21 órganos tiene el cuerpo humano. Ver.

– 21 semanas es el tiempo de embarazo en que el feto ya respira, intercambiando oxígeno y dióxido de carbono a través de la placenta. Ver.

– 21 años es la edad en que se adquiere la condición de adulto o maduro. Ver.

Colle21

N° 21

– 21 centímetros es la longitud ideal máxima de un pene en erección (o sea, que mas resulta contraproducente). Ver.

– 21 es el número de identificación del Cromosoma más pequeño del cuerpo humano. Ver.

– 21 es el Concierto de Mozart para piano y orquesta mas célebre y universal (su célebre «Andante» ha sido empleado en películas y Woody Allen afirmó que “Era la prueba de la existencia de Dios”).

21 como Colle21

21 como 21pegamento

Escucharlo y visionarlo, y os invadirá la serenidad, paz y bienestar.

Productos Colle 21

by casudanilo
Productos Colle 21
colle 21

Product-Colle 21

Colle21 ofrece una gama de productos profesionales, ideal para hacer frente a todo tipo de pegado.
Colle 21 con la ayuda de Magicdust21, puede unir firmemente aluminio, metal, plástico, cerámica, madera, porcelana, etc. rápidamente y sin complicaciones.
✓ Productos adhesivos de última generación de Colle 21 y Magicdust21: las grietas y los orificios se rellenan o reparan con polvo ultra pegajoso, luego se llenan, perforan, lijan y barnizan inmediatamente
✓ La revolución Colle 21: en combinación con el Magicdust21, crea una especie de soldadura y, por lo tanto, proporciona soporte adicional para la reparación.
✓ Pegado como si estuviera soldado: la combinación del superadhesivo con el polvo ultraadhesivo.
✓ Ultra-adhesivo para un agarre extremadamente fuerte: el cianoacrilato Colle21 también se puede usar solo y se adhiere muy fuerte en solo 10/15 segundos, hasta una temperatura de alrededor de 150 grados con una resistencia de 180 kg. a cm2.
Colle21 with Activator 21 puede hacer un pegado instantáneo o reforzar un material que comienza a ser frágil.
Mira nuestros videos para entender mejor.

HALLOWEEN 2018 by COLLE 21

by casudanilo
HALLOWEEN 2018 by COLLE 21
www.colle21.com

HALLOWEEN By COLLE 21

Halloween est au départ une fête celtique d’origine irlandaise : le nouvel an Celtique ! Il y a environ 3000 ans, le calendrier Celte ne se terminait pas le 31 décembre, mais le 31 octobre. Et cette dernière nuit de l’année était la nuit du dieu de la mort (Samain ou Samhain).
En octobre, les nuits se rallongent et la légende raconte que les fantômes en profitaient pour rendre visite aux vivants. Alors pour éviter que les fantômes ne viennent les hanter, les celtes avaient quelques rituels dont celui de s’habiller avec des costumes terrifiants pour faire peur aux fantômes et de se réunir pour faire la fête le soir du 31 octobre. Ce sont les immigrés irlandais qui ont apporté avec eux la tradition d’Halloween aux Etats-Unis !
Bon Halloween By Colle 21

 

Halloween es originalmente una fiesta celta de origen irlandés: ¡el Año Nuevo celta! Hace aproximadamente 3000 años, el calendario celta no terminó el 31 de diciembre, sino el 31 de octubre. Y esta última noche del año fue la noche del dios de la muerte (Samain o Samhain).
En octubre, las noches se alargan y la leyenda cuenta que los fantasmas aprovecharon la oportunidad para visitar a los vivos. Así que para evitar que los fantasmas los persiguieran, los celtas tenían algunos rituales, como vestirse con disfraces terroríficos para asustar a los fantasmas y reunirse en una fiesta la noche del 31 de octubre. ¡Fueron los inmigrantes irlandeses quienes trajeron con ellos la tradición de Halloween a los Estados Unidos!
Buen Halloween Por Colle 21

 

Halloween is originally a Celtic feast of Irish origin: the Celtic New Year! About 3000 years ago, the Celtic calendar did not end on December 31st, but on October 31st. And this last night of the year was the night of the god of death (Samain or Samhain).
In October, the nights get longer and the legend tells that the ghosts took the opportunity to visit the living. So to avoid ghosts coming to haunt them, the Celts had some rituals, including dressing up in terrifying costumes to scare the ghosts and get together to party on the evening of October 31st. It was the Irish immigrants who brought with them the Halloween tradition to the United States!
Good Halloween By Colle 21

16° SALON DU TRAIN MINIATURE de ORLEANS by Colle21

by casudanilo
16° SALON DU TRAIN MINIATURE de ORLEANS by Colle21
By COLLE 21

By COLLE 21

STAND COLLE 21 n° 13

16° Salon Du Train Miniature International 2018 Orleans France
STAND COLLE 21 n° 13

L’AMFC Orléans (Association des Modélistes Ferroviaires du Centre) organise son traditionnel « Salon du Train Miniature » au Parc des Expositions. Avec plus de 10000 visiteurs en 2016 , ce salon biennal confirme sa notoriété nationale et même internationale, en présentant une véritable vitrine du modélisme ferroviaire européen, Colle 21 sera présente à ce grand salon .

Comme à chaque édition, notre Salon continue à privilégier un équilibre entre la haute qualité des œuvres présentées et la diversité des styles ainsi que des présentations mettant en avant le caractère ludique de ce loisir complet qu’est le modélisme ferroviaire, de façon à satisfaire aussi bien l’amateur confirmé que le public plus familial. Colle21 présentera toutes se nouveautés comme le flacon Colle21 en 10 gr, ses nouveaux Kits pour permettre un travail complet de collage, reconstruction avec le magicdust et le collage instantané avec son Activateur21.

Environ 75 réseaux de tous styles, toutes échelles et toutes dimensions, installés sur 6000 mètres carrés, plus de 60 associations et amateurs de France et pays voisins (Belgique, Italie, Allemagne) ainsi que 60 professionnels, artisans, éditeurs et vendeurs vous présenteront un rassemblement représentatif de cet univers pour petits et grands.D’ où la présence de Colle21 pour satisfaire amateurs et Associations dans leur montage et leur maquette.

Vous pourrez admirer les réalisations de passionnés, vous renseigner devant des ateliers de démonstration, rêver devant des paysages réels ou imaginaires, vous documenter auprès des vendeurs et professionnels, sans oublier la bourse d’échange et les promenades en petit train vapeur (sous réserve de conditions climatiques), et même (re-)découvrir comment jouer au train avec les Lego® ou le Meccano®.

On Vous attendons sur notre stand Colle 21 à très bientôt .

 

Lieu : ORLEANS
Description : L’AMFC-Orléans organise les 10 et 11 Novembre 2018 son 16ème Salon de Train Miniature au Parc des Expositions d’Orléans. Colle21 y sera pour les 2 jours complets.
Sur 6000m² vous y découvrirez venant de France mais aussi de Belgique, Allemagne et Italie + de 70 réseaux , + de 60 professionnels et artisans, une bourse d’échange, un train à vapeur en extérieur sous réserve des conditions climatiques ainsi qu’une restauration sur place.
Horaires : le Samedi de 10h à 19h, le Dimanche de 10h à 18h.
Adresse : 1 Rue du Président Robert Schumann, 45074, ORLEANS CEDEX 2.
Situation : Orléans Sud sur la RN20, Tramway ligne A arrêt « Zénith – Parc Expo »,
GPS 47.8723 et 1.9144,
Autoroute A71 sortie « Orléans Sud – Zénith ».
Site Web : amfc-orleans.fr

AUTO MOTO D'EPOCA fiera Di PADOVA 2018 by Colle21

by casudanilo

 

 

www.colle21.comColle21Colle 21 sarà presente a Padova nello stand « L’ AQUILONE » .                                                                                  Auto e Moto d’Epoca 2018 a Padova è un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati di veicoli classici, a due e a quattro ruote. L’evento è giunto alla 35° edizione, in programma nelle date dal 25 al 28 ottobre alla Fiera di Padova.

Auto e Moto d’Epoca è cresciuto di anno in anno, diventando uno degli appuntamenti più prestigiosi in Italia, tappa fissa per addetti ai lavori e collezionisti e per importanti brand di lusso del settore automotive, come Bentley, McLaren, Maserati e molte altre.

Durante la fiera si terrà infatti l’Asta Bonhams e saranno decine le case che esporranno, tra cui la novità Shelby.

Vediamo le informazioni utili ai visitatori, le novità di quest’anno e il prezzo dei biglietti.

Auto e Moto d’Epoca 2018, programma

L’esposizione quest’anno è caratterizzata da un nutrito numero di case automobilistiche che portano a Padova i modelli più iconici del passato.

Ad esempio Volvo ha uno stand dedicato all’Heritage delle famigliari che collega passato e presente, passando dalla 445 Duet alla moderna V60, percorrendo la storia del brand svedese con i modelli 240, 470, 850 fino alla la V70 dei nostri giorni.

Spazio poi alle classiche di Ferrari, Alfa Romeo, Lamborghini, Porsche e Mercedes, dove spicca una restaurata e rarissima Pagoda. Poi anche BMW con alcuni modelli addirittura precedenti la Seconda Guerra Mondiale, e Jaguar, con la immancabile E-Type.

Tra gli altri classici i visitatori possono trovare la Fiat 500 d’epoca, il Maggiolino di Volkswagen, la 2CV di Citroën, e le diverse MINI. In tutto Auto e Moto d’Epoca 208 conta 650 espositori accreditati per i pezzi di ricambio, utili a tutti i collezionisti, e un totale di più di 5000 auto in vendita.

Il programma prevede anche molte anteprime e appuntamenti, come quello del 27 ottobre con l’Asta Bonhams, nel cui catalogo c’è anche una Jaguar appartenuta a Audrey Hepburn. Tra le novità, la partecipazione di Shelby.

Auto e Moto d’Epoca 2018, prezzo biglietti

Per le anteprime di giovedì 25 ottobre, dalle 9.00 alle 18.00, il biglietto unico ha un prezzo di 45,00 euro.

Venerdì 26 ottobre, con lo stesso orario, il prezzo del biglietto è di 30,00 euro.

Sabato 27 ottobre e domenica 28 ottobre, l’orario è dalle 9.00 alle 19.00, e il prezzo dei biglietti:

  • Intero: 25,00 euro
  • Ridotto per visitatori dai 13 ai 17 anni, e per visitatori con disabilità fino all’80%: 20,00 euro
  • L’abbonamento di due giorni valido solo per il weekend: 46,00 euro
  • L’abbonamento di tre giorni, da venerdì a domenica: 76,00 euro
  • Omaggio: per bambini fino a 12 anni e per visitatori con invalidità superiore all’80% con accompagnatore.

Per Colle 21 essere presenti é una grande soddisfazione .Vi aspettiamo numerosi allo stand « L’AQUILONE ».

 

MATARO TREN 2018

by casudanilo

Colle 21 participará en la 14ª edición del Mataro Tren 2018, en España cerca de Barcelona.
La Fira Ferroviària Mataró Tren 2018 se celebra el 27 i 28 d’octubre al Tecnocampus. En aquesta 13a edició, s’han programat una cinquantena de propostes per a tots els gustos, des del públic especialitzat i professional fins al públic familiar. Hi haurà conferències i xerrades, tallers, projeccions cinematogràfiques, demostracions tecnològiques i exposicions, que se sumen a l’important desplegament a la zona comercial d’exposició i mercat d’ocasions amb fabricants nacionals i internacionals i expositors comercials de modelisme ferroviari, maquetes i publicacions, etc.

www.colle21.com

by Colle 21

 

Destaca la important concentració de maquetes de tren a diferents escales, que es podran veure en funcionament per primera vegada a Mataró. També hi haurà un circuit de tren tripulat i un de locomotores de vapor i demostracions d’una maqueta del tren magnètic, l’anomenat tren del futur.

Mataró

Cada any, Mataró celebra l’arribada del primer tren a la península amb la Fira Ferroviària: estands relacionats amb el tren, mostra de maquetisme ferroviari, recorregut en tren a escala i espai infantil!

L’any 1848 va circular el primer tren a la península ibèrica. Concretament, de Mataró a Barcelona. Celebra aquesta efemèride a la Fira Ferroviària de Mataró. Una mostra on pots visitar estands amb tots tipus d’objectes relacionats amb el tren. No et perdis l’oportunitat de pujar amb els nens al tren tripulat que s’instal·la a la plaça ni de veure una gran maqueta amb paisatges del Maresme.

Será un verdadero honor para el equipo de Colle 21 estar presente con su propio stand.
Esperamos verte, para presentarte a nuestros productos Colle21.

 

HORARIS:

Dissabte 27: de 10 a 21 h.

Diumenge 28: de 10 h a 14 h. 

ENTRADES: 

Entrada gratuïta per als menors, estudiants i membres del club Xatic (Xarxa de Turisme Industrial de Catalunya).

On this website we use first or third-party tools that store small files (cookie) on your device. Cookies are normally used to allow the site to run properly (technical cookies), to generate navigation usage reports (statistics cookies) and to suitable advertise our services/products (profiling cookies). We can directly use technical cookies, but you have the right to choose whether or not to enable statistical and profiling cookies. Enabling these cookies, you help us to offer you a better experience.